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Antonella Borghini Anto Bee
La sua poesia preferita:
I gabbiani di Galway
L’improbabile luce della notte d’Irlanda
ti costringe a sentire quel becero urlare
ascolta
li senti parlare di An Life e del Vento del Nord
del cielo
che balbettando corre di pioggia
di verde e di roccia e di rughe segnate dal sale
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Antonella Borghini Anto Bee
Stoltezza
Riflessioni
È l’animo che arreso
sfugge ad ogni legge
che preso dalla vita
non gioca la partita
che la vittoria incerta lo spaventa
che nulla tenta
-temendo la sconfitta-
è quel relitto
nel mare di domande
a cui nessuno mai risponde
che tolgono il sigillo
del credere e sperare
-nulla si può cambiare-
è la certezza che niente si rimedia
e duole senza tregua
spezza i pensieri belli
i viaggi nei ricordi
nei sogni sordi
asciuga lacrime vane
di stupide puttane
che per poco denaro
hanno svilito il bene raro
dell’effimera bellezza
-d’amara tenerezza-
diceva il poeta
dolente nota
a piè pagina
la consapevolezza della maturità regala saggezza ma recide la giovane stoltezza
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Commenti di altri autori:
«E' l'umana sete che arsa scava il senso di stoltezza, in fondo appaga il ragionare, il vivere che fa' pienezza e ne ristora mente e cuore in fondo se c'è dolore una bella poesia ci toglie dal torpore... come non bearsi nel leggere versi che d'incanto stanno ad indorar le righe, tentacoli mentali ad accarezzare mente e cuore...»
«difficile disegnare un commento a questi tuoi versi, profondi e intensi, dettati da qualcosa che va aldilà della semplice voglia di far poesia, condivisi e apprezzati.»
«Stupenda descrizione di questa... stoltezza... di ci si arrende abbandonando la partita della vita... Stolto è colui che insegue la facilità...solo il vivere ci può dare quella maturità... Pioacevole e condivisa riflessione.»
«anche il poeta per rimanere tale non deve essere troppo saggio, mai grande abbastanza... regala duro sentimento la poesia, con parole che hanno un gran vigore e non lasciano spazio ad altra considerazione se non una bella presa di coscienza.»
«Apprezzo il canto. Si, intendo proprio la cadenza del verso, lontana da certa strana forma di poetare, che rinsecchisce il verso e lo consegna al gusto, poco godibile in verità, di far sì che nulla si comprenda e si pretenda il plauso di chi stava ad ascoltare. Orbene, a me arriva il canto, cosa che mi cattura senza motivo apparente, come l'empito che comanda a un uomo di amare quella donna anziché un'altra. E quindi il senso chiaro e trasparente che porta la mia mente a interpretare, a seguire l'exucursus di ragione che affonda nella coscienza di maturità, e nella perduta, dolce, insensatezza che ci abbandona con la bella età.»
«Credo che ognuno di noi, se potesse sceglirebbe la giovinezza con l'inevitabile stoltezza e lasccerebbe ad altri la maturità, con la sua saggezza... per me non c'è niente di più triste che un giovane saggio... dov'è il gusto della vita se non si può sbagliare?...quasi sempre le persone migliori e vere sono quelle che hanno tanto sbagliato... questa poesia si insinua nell'animo umano e nella vita con acute riflessioni che coinvolgono il lettore e fanno meditare... molto bella.»